Podcast Ep.3: Bussola

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Corrado: Podcast Urbex. Autobus abbandonati sul ciglio della strada — perché in Sicilia anche i mezzi pubblici vanno in pensione all’aperto, senza cerimonie.

Sara: Oggi esploriamo un angolo di storia urbana siciliana raccontato da Liotrum: autobus fermi da anni, dati sul trasporto pubblico, e quella parola che chi ha più di quarant’anni ricorda benissimo. Partiamo subito.

Bussola: quando gli autobus si fermano per sempre

Corrado: Il punto non è solo che questi autobus sono abbandonati — è che raccontano qualcosa di più grande: il rapporto complicato tra i siciliani e il trasporto pubblico, tra un servizio che non ha mai del tutto convinto e una parola dialettale che invece è rimasta.

Sara: Il post apre proprio con quella parola, e il contesto è immediato: “Capo, bussola!!!” — il grido con cui i passeggeri chiedevano al conducente di aprire le porte, così comune da essere diventato un ricordo collettivo per chi ha superato i quarant’anni.

Corrado: E quella voce che si alza sul bus è quasi una fotografia sonora di un’epoca — un servizio pubblico vissuto ogni giorno, con tutti i suoi difetti.

Sara: I difetti erano concreti. Il post ricorda fermate con tabelle illeggibili, bruciate dal sole e raramente sostituite, e attese alla fermata che potevano durare un tempo non ben definito. Un contrasto netto con oggi, quando gli schermi mostrano il minuto esatto dell’arrivo del prossimo mezzo.

Corrado: Il progresso ha risolto il display, ma non ha risolto la domanda.

Sara: Esatto, e i numeri lo confermano. I dati Istat citati nel post mostrano che in Sicilia meno del 29% degli studenti usa il mezzo pubblico per andare a scuola, mentre poco più dell’8% dei lavoratori lo usa per raggiungere il posto di lavoro. E oltre il 16% dei lavoratori supera le due ore al giorno solo per il tragitto casa-lavoro-casa.

Corrado: Due ore al giorno. Ogni giorno. Forse il problema non era solo la tabella bruciata dal sole.

Sara: Gli autobus fotografati sono di vari tipi, appartenuti a enti pubblici e privati diversi, abbandonati in uno spiazzo sul ciglio della strada. Insieme a Valeria Alibrandi, il post li racconta come testimoni materiali di un tempo in cui ci si spostava così — o almeno ci si provava.

Corrado: Quegli autobus fermi sul ciglio sono, in fondo, la stessa domanda che il post lascia aperta: c’è ancora qualcuno che vannìa “Capo, bussola”?


Sara: Luoghi abbandonati che diventano specchi — di abitudini, di infrastrutture, di una Sicilia che cambia lentamente.

Corrado: La prossima volta vedremo cosa altro è rimasto fermo ad aspettare. Probabilmente non l’autobus.

*Voci AI


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