Borgo Danilo Dolci – Centro culturale

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Siamo alla fine degli anni ’60 e un visionario nato al nord Italia decide di dare vita al suo sogno, un sogno per tutti. Ma al sud.
Oggi lo chiameremmo cultural hub per la nostra innata esterofilia pensando sia un nuovo modo di rilancio culturale, mentre ieri era chiamato Centro Culturale ed era già rivolto alla rivalutazione culturale e sociale.

Lui è Danilo Dolci, sociologo, poeta, educatore e attivista della nonviolenza, nato a Sesana in provincia di Trieste.
Dolci insieme ai suoi collaboratori e all’architetto Giorgio Stockel, con la consulenza di Bruno Zevi accademico all’Università La Sapienza, nel 1968 costruirono questo centro, ricadente sul territorio di Trappeto in Sicilia, volto alla realizzazione di corsi di formazione, seminari, laboratori, tavole rotonde, concerti, spettacoli.

Borgo Danilo Dolci

Utilizzato per oltre tre decenni da una grande varietà di istituzioni, enti sociali e culturali italiani e internazionali, il borgo venne abbandonato successivamente alla dipartita del suo fondatore.

Il racconto di oggi è diverso dai soliti ai quali vi abbiamo abituato.
Non è soltanto la storia di un luogo abbandonato, è anche la dimostrazione di come amore e passione siano la chiave che apre la porta al bene comune.

Non abbiamo visitato il borgo Danilo Dolci per la nostra consueta esplorazione, bensì giorno 12 Marzo, in quanto referenti territoriali dell’Associazione Culturale Ascosi Lasciti, siamo stati invitati a un tavolo tecnico per raccontare la nostra piccola esperienza in materia di progetti di rivalutazione e valorizzazione del territorio.
E’ stato un momento di incontro tra i vari attori che compongono le compagini sociali, private e istituzionali. Un momento di crescita e confronto.

Dal 2021, il borgo è interessato da un progetto di rivalutazione al fine di ripartire dai temi che ne hanno caratterizzato la sua storia: lavoro sociale ed educativo, migrazione e integrazione culturale, comunicazione nonviolenta, educazione alla pace, sociologia, formazione alla leadership cooperativa e nonviolenta, sviluppo territoriale, studi urbanistici, filosofia, letteratura, musica, teatro, pittura.

Tutto questo è possibile grazie all’amore e alla passione della figlia di Danilo Dolci e alle cospicue donazioni da parte di amici Svizzeri sensibili e interessati a che il Borgo possa essere ristrutturato.

Abbandonato il lavoro da direttrice d’orchestra, Libera Dolci insieme ai suoi collaboratori si dedica al ripristino del borgo abbandonato e della memoria di ciò che è stato e che troppo presto è stato dimenticato e profanato.

Attualmente, corsi e altri eventi sono organizzati dall’associazione “Centro per lo Sviluppo Creativo – Danilo Dolci” di Palermo grazie anche ai finanziamenti dell’UE.

Tutt’oggi una parte del borgo è ancora dismessa e interdetta ma come al solito ci intrufoliamo e sbirciamo anche lì.

Vi lasciamo con un estratto delle parole di Danilo Dolci, con la speranza nel cuore per un giorno che chissà …

Fonte: borgodanilodolci.com

Se volete approfondire la storia del Borgo Danilo Dolci vi invitiamo a visitare la loro pagina web: Borgo Danilo Dolci

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