Una villa dimenticata, la Sicilia e il romanticismo abbandonato.
Dai capelli nero corvino, occhi verdi come lo smeraldo e una costituzione fragile come il cristallo. Questa era Corradina, una donna amata e ben voluta che, però, non credeva alle maschere che la quotidianità le poneva davanti.
Si rifugiava tra i ricordi sbiaditi di una vita che la vedeva giovane e spensierata, tra le letture ingarbugliate della sua collezione di libri gialli, mentre la realtà era cambiata. Sposato l’uomo che lei credeva fosse “quello giusto” ma che in realtà si rivelò geloso e possessivo, Corradina entra nel vortice della depressione che segna la sua vita sino alla scomparsa.






Le sue giornate erano scandite tra una lettura e una tazza di thè, una passeggiata nel grande giardino e i momenti di solitudine rinchiusa nella sua stanza. Neanche la nascita del suo primogenito cambiò le sorti di quella donna bella e solitaria, dai tratti dolci e gentili e dall’animo tormentato.
Francesco, così si chiamava il suo primo figlio, e Diletta, la secondogenita, non capirono mai perchè la madre vivesse quello stato di depressione profondo che l’allontanò sempre più da loro. Cercavano di darle conforto e di distrarla dai suoi pensieri così scuri che le facevano trascorrere ore e ore sdraiata sul letto, dimenticando quanto bella fosse la vita.













Seppur verosimile a qualche storia realmente accaduta, questa nostra narrazione è figlia delle sensazioni trasmesse a noi da questa villa abbandonata: solitudine e depressione. Per questo motivo abbiamo inventato un racconto che potesse farvi vivere un pezzetto di emozione che ci pervade ogni qual volta esploriamo queste bellezze abbandonate.
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