La miniera abbandonata di sale situata nell’ entroterra siculo, è stata tra le più importanti per l’estrazione di sali alcalini misti, vedeva impiegati circa 500 dipendenti.
L’attività estrattiva cessò nel 1992 per motivi ancora avvolti nel mistero. Difatti si trovano versioni discordanti riguardo la sua chiusura e il conseguente abbandono. Una di queste afferma che le attività vennero interrotte per poter favorire le multinazionali del sale americane e tedesche che ad oggi mantengono il monopolio.
Questa miniera, a pieno regime, estraeva sino a due milioni di tonnellate di kainite e sali potassici e secondo alcune stime avrebbe potuto continuare la sua attività per un altro trentennio. Purtroppo, questa lenta agonia porta con se delle conseguenze sui territori limitrofi, in quanto al suo interno la miniera conserva molto dell’amianto che sarebbe dovuto essere bonificato anche attraverso uno stanziamento di fondi pubblici. Inchieste, processi e arresti si susseguono proprio in merito alla bonifica mai conclusa. Solo alcune di queste montagne tossiche ci sembrano correttamente stoccate ma non siamo certamente noi a dover capire se queste condizioni ambientali producano inquinamento o altro, crediamo però che non si possano chiudere gli occhi davanti a situazioni che riguardano la salute di tutti.


















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