L’eco di un passato vibrante risuona flebile tra le rovine di un villaggio ferroviario dimenticato. Un tempo, otto palazzine accoglievano le famiglie dei ferrovieri, un microcosmo dove il lavoro e la fiducia reciproca creavano un senso di comunità. Le risate dei bambini e l’odore del caffè mattutino animavano le strade, mentre le porte aperte simboleggiavano la fiducia tra vicini. Anche il beato Pino Puglisi mosse qui i suoi primi passi sacerdotali. Oggi, la desolazione …
