Imponente, attraente e ridotta a rudere, questa volta non per opera della mano umana ma per colpa di un terremoto.
La conosciutissima chiesa diruta, o chiesa di San Luca e di San Giuliano, è posta in bella mostra al centro del piccolo paesino di Grottole. La sua edificazione iniziò nei primi anni del 1500 per concludersi nel 1595, così come riportato da un’incisione al di sopra del suo portale. E già a partire dalla seconda metà del 1600 il campanile, ad esempio, versava in cattivo stato tale da impedirne l’utilizzo, a questa poca cura si aggiunse il terremoto del 1694 che colpì duramente le aree interne della Basilicata rendendo la chiesa non agibile. Ma i cittadini non si arresero alla cattiva sorte e con l’appoggio del clero e dell’università, racimolando ingenti somme di denaro, riuscirono a completare i lavori per il suo consolidamento nel 1767. Purtroppo la chiesa fu abbandonata alla fine dello stesso secolo per problemi dovuti ad alcuni cedimenti e alla precaria staticità.



Da allora si susseguirono insufficienti tentativi di ripristino dai risultati poco rilevanti tanto che, ad oggi, l’imponente chiesa versa in uno stato di apparente silenzio dove solo il vento attraversa le sue navate e i piccioni la eleggono a loro dimora.
Pensavamo d’essere i soli a visitarla, durante una bella giornata di Agosto, e invece troviamo un’altra coppia di avventori che armati di macchina fotografica si lasciano attrarre dai vari spunti fotografici che la chiesa suggerisce. Scambiamo due sorrisi, concludiamo la nostra incursione e proseguiamo la passeggiata tra le interessanti stradine di Grottole.





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