L’Italia chiamò – Ex polveriera abbandonata

Sorge in posizione strategica, a picco sul mare, un gigante silenzioso che veglia sulla costa. Costruito a circa 450 metri d’altezza, Campo Italia ha svolto un ruolo fondamentale nella difesa della città. Durante la Seconda Guerra Mondiale, fu presidio di soldati italiani e tedeschi, resistendo strenuamente agli attacchi nemici.

Il complesso fortificato si compone di una serie di edifici in cemento e alcuni in cemento armato, tra cui torrette di avvistamento, bunker, gallerie e cunicoli che si snodano per circa 3 chilometri sotto la collina. Al loro interno, erano alloggiate postazioni di artiglieria e depositi di munizioni.

I bunker, disposti in gruppi di 2 o 3 secondo un elaborato sistema difensivo, controllavano strade, coste e torrenti. Le loro forme monolitiche, di varie dimensioni, si ergevano a difesa di altre opere e polveriere, oppure isolate in posti strategici per il controllo del litorale.

Negli anni successivi alla guerra, l’impianto militare ebbe diversi utilizzi, tra cui deposito munizioni e rifugio antiaereo mentre oggi, purtroppo, porta i segni del tempo e dell’abbandono. La vegetazione spontanea cresce rigogliosa, ostruendo gli accessi e gli incendi hanno ulteriormente danneggiato alcune strutture già compromesse.

Passeggiare in questo luogo è come fare un viaggio nel tempo, tra memorie di battaglie e soldati che, a una prima occhiata, troviamo giocare a softair.
Un patrimonio da non dimenticare, ma da valorizzare e riscoprire. La tutela di questo sito rappresenterebbe un passo importante per la conservazione della memoria storica e per la promozione del territorio.

Testo di: Valeria Alibrandi

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Con la partecipazione di Valeria Alibrandi:

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