I carusi – Miniera abbandonata

Qualcuno potrebbe dire “quel che è fatto, ormai è fatto”. Eh no, perché ci sono volte in cui quel che è stato fatto non andava fatto. Lo sanno bene Michiluzzo Saridduzzu, Vincenzinu, Antoniuzzo, Giuseppuzzu e Carmeluzzu e come loro tanti altri piccoli “carusi” che, se quanto fatto non fosse stato fatto, oggi potrebbero raccontare la vita e i segreti di questa miniera abbandonata.

Una tragedia più che consumata quella dei baby minatori che per anni sono stati utilizzati come forza lavoro per estrarre lo zolfo da questa maledetta miniera nell’entroterra siciliano che, ancora oggi, li ospita all’interno del piccolo cimitero che ne segna la memoria con delle piccole croci bianche affisse nel terreno.

Era il 12 novembre del 1881 quando un violento incendio, causato dallo scoppio di una lampada ad acetilene, si propagò rapidamente tra i vicoli e le cave della miniera sulfurea decretando la morte di oltre 60 anime della manovalanza, 19 delle quali erano bambini, “carusi” dai 7 ai 14 anni. Inutili i soccorsi.

Aperta nel 1839, e chiusa definitivamente soltanto nel 1986, questo luogo oggi dimenticato dall’uomo e restituito alla natura per anni è stato uno dei centri siciliani di estrazione dello zolfo che per poche lire ha impiegato centinaia di persone che lavoravano dentro quei cunicoli dal terribile odore sulfureo, in cui le temperature sfiorano i 50 gradi, costretti ad un orario di lavoro massacrante e senza le più elementari e basilari condizioni di sicurezza e igiene.

Tra loro anche tanti piccoli “carusi”, considerati manovalanza d’occasione sia per le famiglie che li barattavano in cambio di un prestito in denaro di poche lire sia per i proprietari della miniera che potevano così beneficiare di scavatori eccellenti adatti ad infilarsi nei più piccoli cunicoli irraggiungibili dai minatori adulti.

Uno scenario raccapricciante soprattutto se si pensa che questi bimbi sono stati seppelliti nel piccolo cimitero a loro dedicato costruito a soli 300 m dalla miniera in cui hanno trovato la morte, anche se nove di quelle innocenti e giovani vittime sono ancora oggi senza un nome e un cognome.

Testo di: Giuliana Imburgia

Una risposta a "I carusi – Miniera abbandonata"

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.